Tempismo.
Alla fine sono riuscita a scappare.
Rifugiata nella ridente Sanremo, le tanto temute vacanze - quelle vere - sono cominciate e io le ho accolte con una strana gioia nel petto. Gioia mossa dal desiderio di libertà che continuava ad alimentare le mie giornate, dal desiderio di scappare dalla monotonia per un po’, dalla necessità di cambiare aria. E devo dire, stava andando tutto benissimo.
Ma, siccome il tempismo è la sua arma migliore, Vittorio è riuscito ad insinuarsi con forza nelle mie giornate e persino a rovinarmene una, ieri. Ovviamente la mia mente ha cominciato a vagare, creando giganteschi castelli di carta senza trovarne un’uscita e giungendo alla conclusione che ho di nuovo bisogno di staccare dai social. L’idea - che io tento di romanticizzare il più possibile - è che lui, vedendo una persona che tanto gli ha professato la sua tristezza per la fine di questo amore ma che adesso si sta davvero divertendo, mosso dal suo egocentrismo non ci abbia più visto. Della serie: “Ah ti stai divertendo? Stai cercando ancora di più di andare avanti (come io ti ho detto)? Ma no dai, eccomi qui.”
La sua capacità di tenermi ancora così agganciata a lui mi destabilizza. Che lo faccia consapevolmente o no, è davvero difficile per me allontanarmi. Lo è al punto tale da aver fatto sentire in colpa una piccola parte di me per essere andata a prendere un caffè con un altro ragazzo - e aver fatto in un certo senso un altro piccolo passo in avanti. Mentre l’altra parte, quella più fiera di me, si sentiva potente e bella, grata per aver saputo di piacere a qualcuno e convinta che se lui avesse saputo di questa uscita si sarebbe innervosito.
La sua capacità di tenermi ancora così agganciata a lui mi destabilizza. Che lo faccia consapevolmente o no, è davvero difficile per me allontanarmi. Lo è al punto tale da aver fatto sentire in colpa una piccola parte di me per essere andata a prendere un caffè con un altro ragazzo - e aver fatto in un certo senso un altro piccolo passo in avanti. Mentre l’altra parte, quella più fiera di me, si sentiva potente e bella, grata per aver saputo di piacere a qualcuno e convinta che se lui avesse saputo di questa uscita si sarebbe innervosito.
È brutto tirare avanti così, animata dalla rabbia e dal rancore nei confronti di una persona che forse non pensa più tanto a me. Eppure non riesco a farne a meno, a continuare a preferire rinchiudermi nella mia insofferenza piuttosto che affacciarmi a nuove emozioni.
Attendo con ansia - e un po’ di curiosità - quello che la vita mi porterà, sperando in una nuova serenità, in nuove energie positive, che mi facciano tornare la voglia di assaporare e godere i momenti felici.
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